Recensione “Banquises”di Valentine Goby

Come si reagisce ad un lutto?

È una domanda a cui tutti siamo chiamati a rispondere, prima o poi nella vita.

Abbiamo tanti strumenti: libri, psicologi,

Libro Banquises di Valentine Goby
Recensione Banquises di Valentine Goby

amici, esempi viventi intorno a noi di persone che un lutto lo hanno affrontato, a modo loro.

Ma a una sparizione, come si reagisce ad una sparizione? Come si affronta?

“Addio fantasmi” della Terranova era un tentativo di rispondere a questa domanda. Un tentativo non riuscito perfettamente, a mio parere. Ma ne ho già parlato abbondantemente.

A stretto giro, casualmente come succede ai lettori che non credono nel caso, ho incrociato un altro “romanzo dell’assenza”.
“Banquises” di Valentine Goby, appunto, purtroppo non ancora tradotto in italiano.
La vicenda intorno a cui ruota: una 20enne parte da Parigi per un viaggio in Groenlandia, e non fa più ritorno.
Ad aspettarla in aeroporto, madre, padre e la sorella minore, che è la voce narrante, in qualche modo,del libro.
Come si affronta quindi la sparizione, la scomparsa nel nulla di una persona cara?
La trama è un’ immersione nel passato della protagonista del libro, i fatti che precedono il viaggio in Groenlandia di Sarah, la sorella scomparsa, e che fanno seguito alla sua scomparsa, quasi fino al “presente” della sorella Lisa.

Lisa che, 28 anni dopo la sparizione, mentre i genitori si trovano costretti a far dichiarare morta la figlia per poter vendere la casa di famiglia a lei intestata, decide di dedicare alla sorella la sua personale ricerca.

E parte anche lei per la Groenlandia.

Trova una terra che, sempre distante per clima e stile di vita dalle sue abitudini parigine, è sempre meno selvaggia e sempre più travolta dal riscaldamento globale.
Un intenso romanzo, il cui stile di scrittura coinvolge dalla prima all’ultima pagina, facendo completamente immergere il lettore nella solitudine, la disperazione e i maldestri tentativi di affrontare, ognuno a modo proprio, questo lutto che non è tale mancando una salma.
Come reagiremmo noi, ci chiediamo?
Cosa e’ giusto fare? Dimenticare, dando per scontato sia morta e andare avanti come si può?
Aspettare un miracolo, credendo in un temporaneo allontanamento volontario?
Andare a qualunque programma tv ti invito, anche dopo 20 anni a chiedere notizie?

E chi potrebbe mai ricordarsi di una giovane donna francese in viaggio verso la Groenlandia, 28 anni fa?

Leggendo, mi è venuto in mente uno spezzone di intervista ai genitori di Mirella Gregori, che dicevano: “chiediamo solo un corpo da seppellire e su cui piangere”. Basta questo?
Il libro non dà risposte, non potrebbe farlo neanche volendo.

Ognuno dei familiari di Sarah, a modo suo, affronta suo malgrado la sua sparizione.

La madre lo fa con l’attesa perenne. Il padre con l’immersione nel lavoro.  La sorella cercando disperatamente di essere altro, di distinguersi dalla sorella sparita, di essere Lisa, di essere se stessa. Ed essendo se stessa, a suo modo affronta e chiude il suo dramma familiare, cercando di andare avanti. Cercando di non sentire la voce dentro di sé che dice della sorella sparita “egoista!”.
Non me ne vogliano i fan della Terranova, ma non basta parlare di sparizione per scrivere un bel libro. Bisogna capire le emozioni, immergersi, saper fare riflettere, non basta scrivere 100 paginette superficiali e avere, probabilmente, un buon agente letterario. Valentine goby lo fa egregiamente. Sa fare sentire il lettore immerso nel dramma di ciò che racconta e nella voglia di vivere della protagonista. Perché in fondo la protagonista è la sorella rimasta, secondo me.

Nella speranza che venga tradotto anche in italiano, questo è un romanzo che consiglio a chiunque possa già leggerlo in francese.
Un gran libro, emozioni per niente scontate.
Se un romanzo sull’assenza è ciò che cercate, questo è incredibilmente valido.
Buona lettura

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